Un giorno dissi a mio padre che mi piaceva anche il pianoforte. E così iniziai a studiarlo, oltre al violino. Anni dopo, lui chiese a Claudio Abbado quale dei due strumenti dovessi scegliere. Il Maestro rispose: “Portali avanti entrambi!” E così feci.
Quando entrai in Scala… con due strumenti!
Entrai a far parte dell’Orchestra del Teatro alla Scala dopo il concorso, mentre mi preparavo da privatista per il diploma di pianoforte. Non volevo rinunciare a nessuno dei due strumenti. E fu proprio suonando il pianoforte che mi accettarono al Mozarteum di Salisburgo per un corso di violino con il Maestro Šandor Végh!
Il concorso da concertino… e la “fortuna”
Feci due volte il concorso da Concertino dei primi violini alla Scala. Vinse un giovane talentuoso, Francesco De Angelis, ma ottenni comunque l’idoneità. Quando lui si assentava per corsi all’estero, toccava a me: per nove anni sostituii spesso come Concertino. A volte, la fortuna è preparazione che incontra l’occasione.
La “benedizione” di Muti
Quando dissi a Muti che lasciavo il posto di “prima parte” per studiare direzione d’orchestra, mi guardò serio: “Ci abbandona?” Poi, con un sorriso, mi invitò a seguire le prove con i cantanti. Era il suo modo di darmi fiducia. Imparai tantissimo. La Scala è stata la mia vera scuola.



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